© 2014 ANNA BRENNA
 

UNA FIABA SENZA CAPO NE' CODA

Appena toccato il suolo in Islanda, si ha l’impressione di essere catapultati in una fiaba, o meglio in un’infinita serie di fiabe, di cui non si riesce ad identificare un inizio e una fine. In ogni momento ci si aspetta che una creatura magica o fiabesca faccia capolino. La presenza umana è solo percepita. 
Atmosfere da classiche fiabe dei paesi del Nord si alternano ad atmosfere più cupe da saghe fantasy. Sembra di vivere in un incantesimo, nel Paese dove la natura mostra i suoi più forti contrasti: acqua e fuoco, ghiacciai e vulcani.Una terra giovane, ma con un volto antico, plasmato da erosioni e eruzioni, dove la natura è madre e matrigna, creatrice e distruttrice e dove l’uomo ha imparato a vivere in simbiosi con i fenomeni naturali. 

 

Che gioia per tutti gli uomini,Islanda dei mari, che tu esista. Islanda della neve silenziosa e dell’acqua fervente. Islanda della notte che fa volta sulla veglia e il sonno. 
Jorge Luis Borges 

 

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